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700km reloaded

Parchi inclusivi: cosa, come, chi, dove, perchè. Tutti i dettagli.

Mi scrivono Claudia & Raffaella (che ringrazio per il loro supporto all’iniziativa), illustrando in dettaglio i parchi giochi inclusivi:claraffa2

A quanti di voi è capitato di andare al parco giochi quando eravate piccini o di accompagnare figli o nipoti da grandi? Penso quasi a tutti. Vi siete mai chiesti come mai al parco non incontrate quasi mai bambini con disabilità? La prossima volta che andrete in un parco giochi date un’occhiata alle tante barriere che ci sono in un’area destinata ai bambini: gradini, ghiaia, scalette per raggiungere lo scivolo o la sommità di un castello. Portereste vostro figlio in un luogo dove, non solo non può giocare perché è faticoso salire sui giochi ma a volte è difficile addirittura arrivare all’area gioco?

Penso proprio di no. La maggior parte dei parchi giochi sono progettati per un uso da parte di bambini normodotati. Spesso il terreno è irregolare, coperto di ghiaia o erba, talvolta ci sono gradini all’ingresso dell’area gioco. Divertirsi in un luogo simile è possibile solamente se si riesce a camminare e vedere bene, se si è in grado di arrampicarsi, salire le scale e saltare.

Tutto ciò non è molto equo, anzi: non lo è per niente. Proprio ai bambini con maggiori difficoltà viene negato il diritto, sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a giocare. Si può giocare anche da soli, in casa, con mamma e papà, ma quanto è più divertente andare al parco e stare insieme ad altri bambini?

Per fare in modo che anche i bambini con disabilità possano andare al parco sono nati i parchi inclusivi. Cos’è un parco inclusivo? La parola inclusivo ha un significato semplice: “che comprende, include. Estende a quanti più soggetti possibili il godimento di un diritto o la partecipazione a un sistema o a un’attività.”parcoForli01

Un parco inclusivo è un parco che include tutti: tutti i bambini, tutte le persone. Il primo aspetto di un parco inclusivo è l’accessibilità. Il parco deve essere privo di qualsiasi tipo di barriera, (nel caso di un parco su prato o ghiaia devono essere presenti vialetti lisci e piani che permettano a tutti di spostarsi da un gioco all’altro anche in carrozzina, con le stampelle, con un deambulatore). Possibilmente il parco deve disporre, nelle vicinanze, di parcheggi e servizi igienici riservati a disabili.

I giochi. Come sono i giochi di un parco inclusivo? Sono giochi “normalissimi” ma con qualche piccolo dettaglio che permettono anche a chi ha una disabilità motoria o sensoriale di poterli utilizzare. In un parco giochi inclusivo ci sono vialetti con percorsi tattili per aiutare i ciechi o con colori ad alto contrasto per ipovedenti, mappe con simboli Braille che permettono a chi non può vedere di capire dove si trovano i giochi, il bar, la pista di pattinaggio…

parcoSantarcangeloLe strutture gioco sono installate in modo equo: giochi di arrampicata che possono attirare e far divertire un bambino in grado di camminare e giochi accessibili sul piano terra come ad esempio giostrine girevoli su cui possono salire anche i bambini che utilizzano la carrozzina. Non si tratta di giochi riservati a bambini disabili ma giochi che possono utilizzare anche bambini con disabilità insieme a bambini normodotati. “Anche” e “insieme” sono le parole chiave. In un parco giochi un bambino si diverte ma impara anche tante cose e quindi è giusto dare questa possibilità a tutti.

Tutti i bambini devono avere la possibilità di conoscere altri bambini, confrontarsi, interagire, sfidarsi, fare amicizia e inventare insieme giochi di ruolo. In un parco giochi inclusivo può essere installata un’altalena classica a tavoletta ma anche un’altalena con seggiolino con schienale e protezioni laterali e magari un’altalena a cestone su cui si può salire insieme e dondolare mentre si ride o si fa finta di volare. In un parco giochi inclusivo non devono essere vietati giochi come lo scivolo, che ha quasi sempre gradini che non tutti riescono a salire ma nella parte sotto esso possono essere inseriti pannelli gioco come il tris, uno specchio che deforma le immagini, una lavagnetta con gessi per disegnare. In un parco giochi inclusivo si possono inserire i giochi a molla: uno classico e uno con schienale e protezioni laterali per permettere anche ai bambini che non hanno il controllo del tronco di dondolare accanto a un altro bambino. E poi ancora casette accessibili, (con rampa di accesso o direttamente a livello del terreno e con porte sufficientemente ampie), labirinti, tunnel giganti, giochi sonori…

Giochi per tutti! Ogni bimbo deve poter andare al parco e dire: anche io posso utilizzare alcuni di questi giochi in base alle mie abilità.parcoFontaniva01

In questi ultimi anni molte persone, associazioni e amministrazioni stanno scoprendo i parchi inclusivi anche se c’è ancora molta confusione sui requisiti fondamentali che un parco per tutti deve avere. Ad esempio non ci si può dimenticare assolutamente dell’accessibilità. Le iniziative, su tutto il territorio nazionale, nascono da privati o da associazioni, talvolta anche direttamente da amministrazioni comunali ma è più facile che siano dei cittadini che propongono al Sindaco di realizzare un parco dove tutti i bambini possano giocare insieme. Se volete qualche informazione più dettagliata sui giochi inclusivi, in quali parchi italiani sono installati, chi li vende, cosa si può fare per sensibilizzare il Sindaco della propria città, dove potete visitare il blog Parchi per tuttirealizzare un parco giochi inclusivo nella propria città.

Tra le tante iniziative in corso c’è quella di Annamaria Cecaro che il 15 giugno è partita da Bologna con la sua bicicletta e tre accompagnatori per percorrere 700km fino a raggiungere Napoli. Annamaria ha intrapreso questo viaggio, facendo tappa a Santarcangelo di Romagna, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara, Termoli, Isernia e Caserta, per raccogliere fondi per realizzare un parco inclusivo a Bologna, città dove vive, e uno a Napoli, sua città natale.

Da qui, il 7 Luglio, partirà in solitaria, Livio Caldore, che in bici percorrerà il versante Tirrenico, passando per Latina, Roma, Civitavecchia, Grosseto, Follonica, Livorno, Empoli, Firenze, Prato, per arrivare nuovamente a Bologna sabato 11 Luglio. Tutti i dettagli li trovate su 700km.ruotelibere.org, dove troverete i riferimenti per dare il vostro contributo, anche piccolo.

La vostra donazione permetterà ai bambini, i nostri, quelli dei nostri amici o parenti, di giocare insieme e crescere in una società migliore che garantisce a tutti uguali diritti.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti

http://parchipertutti.blogspot.com

1 Commento

  1. Pingback: Promo 700km di sorrisi Reloaded - Per i parchi con i giochi inclusivi

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